Il sistema nervoso non è pigro!

A volte mi capita di sedermi al parco di Montecatini Terme.
Ci vado senza fare nulla di particolare.
Solo per osservare.
Le persone che corrono.
Quelle che camminano veloci.
Chi sembra avere sempre energia, direzione, forza.
E ogni tanto penso a quante persone, guardandosi intorno, finiscono per sentirsi “indietro”.
Troppo stanche.
Troppo lente.
Troppo sensibili.
Viviamo in un mondo che ci insegna continuamente a spingere.
Fare di più.
Reagire più velocemente.
Essere produttivi anche quando siamo esausti.
E così molte persone iniziano a pensare che il problema sia semplicemente questo:
“sono pigra”.
Ma il sistema nervoso non è pigro.
Molte volte è soltanto stanco di restare in allerta da troppo tempo.
Ci sono corpi che non riescono più a rilassarsi davvero.
Corpi che:
- dormono ma non recuperano
- si sentono sempre tesi
- vivono in uno stato di vigilanza continua
- fanno fatica perfino a fermarsi senza sentirsi in colpa.
E più il corpo resta in allerta, più anche le cose semplici diventano faticose.
Per molto tempo anch’io ho pensato che il corpo dovesse essere corretto o spinto a reagire.
Poi ho capito che alcune persone non hanno bisogno di pressione.
Hanno bisogno di sicurezza.
È anche da lì che nasce il mio approccio al NeuroYoga:
pratiche dolci, respiro, ascolto e movimento consapevole pensati per aiutare il sistema nervoso a rallentare senza sentirsi forzato.
Non credo nello yoga come performance.
Credo in uno spazio in cui il corpo possa smettere, almeno per un momento, di sentirsi continuamente sotto pressione.
Uno spazio in cui il respiro possa rallentare.
In cui non serva dimostrare niente.
A volte il primo passo non è fare di più.
È smettere di combattere continuamente contro se stessi...